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INFORMAZIONI SULLE GEMME

Occhio di tigre – gemma di quarzo gatteggiante

Aspetto e proprietà

L'occhio di tigre è una gemma di quarzo riconoscibile per la fascia luminosa e setosa che sembra scorrere sulla superficie. Questo effetto ottico si chiama gatteggiamento, o effetto occhio di gatto. I colori vanno dal giallo dorato e miele al bruno rossastro e al marrone intenso, spesso con bande o fibre più scure. Il materiale è generalmente opaco, anche se i bordi sottili possono lasciar passare un po' di luce. Il gatteggiamento deriva da strutture fibrose parallele e dalla presenza di componenti contenenti ferro e ossidi di ferro, che contribuiscono alle tonalità dorate e brune. La formazione geologica è complessa: è spesso collegata all'alterazione di rocce contenenti crocidolite fibrosa e a processi associati alla silice, e non dovrebbe essere descritta come un'unica, indiscussa sostituzione completa della crocidolite con quarzo. Con una durezza Mohs di circa 7, resiste abbastanza bene ai graffi, ma può scheggiarsi agli spigoli.

Storia e scoperta

Il nome occhio di tigre nasce dall'aspetto della gemma: le bande dorate mobili ricordano l'iride di una tigre. La prima attestazione precisa del termine non è certa, ma la denominazione si affermò nella letteratura mineralogica e gemmologica europea durante il XIX secolo. L'occhio di tigre appartiene alla famiglia del quarzo ed è strettamente legato all'occhio di falco, la varietà blu che può rappresentare una fase precedente di processi geologici correlati. Lo sviluppo della mineralogia chiarì che il suo bagliore non è luminosità interna: è il risultato della riflessione su fibre e strati paralleli conservati durante l'alterazione geologica. La storia della sua formazione è più complessa di un semplice modello di sostituzione in un'unica fase e può coinvolgere strutture fibrose, alterazione legata alla silice e cambiamenti nei componenti contenenti ferro.

Giacimenti

Il Sudafrica, in particolare la provincia del Capo Settentrionale e la storica area di Griqualand West, è una delle fonti più note. Materiale importante proviene anche dall'Australia Occidentale e dal Queensland, oltre che da Namibia, India e Brasile. Sono segnalate occorrenze minori, o meno rilevanti commercialmente, anche in alcune zone degli Stati Uniti. I giacimenti si formano generalmente in rocce che contenevano crocidolite fibrosa e che sono state poi alterate da fluidi ricchi di silice. Colore, orientamento delle fibre e qualità cambiano sensibilmente da una località all'altra. Senza prove affidabili di provenienza, non si può attribuire un singolo esemplare a uno di questi luoghi.

Esempi famosi e curiosità

L'occhio di tigre è comune in collezioni e gioielli, ma non esiste un esemplare storico o reale, universalmente noto e con un nome preciso, paragonabile ai grandi diamanti o ai cristalli celebri dei musei. Il suo interesse principale è il complesso processo geologico di alterazione che ogni pezzo ben formato conserva. L'occhio di falco blu può sviluppare gradualmente zone dorate o brune quando i componenti contenenti ferro cambiano e si ossidano. Il lampo è più evidente in un cabochon orientato correttamente rispetto alle fibre parallele; un taglio con orientamento sfavorevole può apparire spento anche quando il materiale grezzo è di buona qualità.

Gioielleria e utilizzo

L'occhio di tigre viene lavorato soprattutto a cabochon, a forma di perlina o sfera, oppure come elemento ornamentale lucidato. La superficie liscia e curva valorizza la fascia luminosa mobile meglio di molte forme sfaccettate. La buona durezza lo rende adatto a pendenti, orecchini, spille e anelli, anche se questi ultimi vanno protetti dagli urti forti. Per la pulizia bastano acqua tiepida, poco sapone neutro e un panno morbido. È meglio evitare vapore, ultrasuoni, sostanze chimiche aggressive e sbalzi termici. Materiale naturale, materiale naturale trattato, materiale tinto e imitazioni in vetro o in altre pietre possono assomigliarsi; l'eventuale trattamento va verificato sul singolo esemplare.

Simbolismo, astrologia e tradizione

Nella simbologia moderna l'occhio di tigre viene spesso collegato a coraggio, vigilanza, radicamento e protezione. Si tratta di significati culturali, non di proprietà scientificamente dimostrate. Non è una pietra portafortuna tradizionale universalmente riconosciuta per un mese di nascita, anche se alcune liste contemporanee lo associano a giugno, settembre o novembre. Le corrispondenze zodiacali variano anch'esse e includono, in diverse guide esoteriche, Leone, Gemelli, Capricorno e Toro. Le tradizioni dei cristalli possono attribuirgli sostegno alla fiducia, alla concentrazione o all'equilibrio: sono credenze o interpretazioni simboliche, non fatti medici o psicologici accertati.

Attualmente disponibilie Occhio di tigre

Occhio di tigre australiano, cabochon ovale nei toni dell'oro e del miele – CHF 20,00Occhio di tigre australiano, cabochon ovale color oro/miele – CHF 20,00Occhio di tigre arancio-bruno, cabochon rotondo dall'Australia – CHF 11,50Occhio di tigre australiano, cabochon rotondo arancione e marrone – CHF 11,50Occhio di tigre australiano, cabochon tondo arancio e marrone – CHF 11,50Occhio di tigre australiano arancio-marrone, cabochon rotondo – CHF 11,50Occhio di tigre arancio-marrone, cabochon rotondo australiano – CHF 11,50Occhio di tigre australiano, cabochon rotondo arancio-marrone – CHF 11,50Occhio di tigre australiano, cabochon rotondo arancio e marrone – CHF 11,50Occhio di tigre arancio-marrone, cabochon ovale dall'Australia – CHF 10,00Cabochon ovale in occhio di tigre arancio-marrone dall'Australia – CHF 10,00Occhio di tigre australiano – Cabochon ovale arancio-marrone – CHF 10,00